Il Ristorante

 Lo Chef Gianluca Pino nasce il 15 Aprile del 1978 in un paesino in provincia di Lecce precisamente in  Cerfignano. Fin da bambino predestinato a intraprendere il mondo della ristorazione poiché proveniente da una famiglia di Chef e pasticceri .Attualmente la famiglia è proprietaria di un BEB "il terramaris". Lo chef frequenta il prestigioso  Istituto Alberghiero "A.Moro" di Santa Cesarea Terme (Le).
 La passione e l'interesse per il mondo dell'hotellerie fanno si che all'età di 17 anni abbandona le mura domestiche per affrontare nuove esperienze.
Incominciare il percorso professionale  in giro per l'italia. Nel 1999 prende la
Docenza di Enogastronomia a Novara per poi passare a Torino  e Mantova, fino ad arrivare ai giorni nostri nell'istituto D.A.Azuni di Cagliari.
Nel fra tempo frequenta accademie e scuole di cucina..
 La curiosità la precisione e la creatività lo portano a perfezionare l'arte della cucina con lo studio chimico-  e le nuove tecniche e tecnologie in cucina specializzandosi nelle conservazioni/cotture in sottovuoto e cotture a bassa temperatura.
Molti lo definiscono uno chef senza ristorante…….perché? Perché piace fare una cucina sartoriale in ambiante riservato ove  soddisfare ogni esigenza per ogni singolo commensale, curando i dettagli. La sua  cucina  può spaziare dal creativo a quella light , dalla cucina senza grassi animali a quella sportiva e bilanciata il tutto senza perdere di vista la qualità del prodotto ,la stagionalità e la provenienza, usando un prodotto locale e valorizzarlo L’unico modo per sfruttare al meglio le funzioni più avanzate degli strumenti tecnologici in cucina è non fermarsi mai nella formazione” – ci racconta Chef Gianluca Pino – “ogni attrezzatura ha bisogno dell’estro del suo utilizzatore per essere utilizzata correttamente, con le giuste funzionalità rispetto al risultato atteso.“
Quello che non può mancare è la precisione durante le preparazioni , le cotture attente al mantenimento dei nutrienti e di tutti gli umori degli ingredienti utilizzati.
Nel 2014 all'età di 35 anni diventa Exsecuive Chef del Thotel di Cagliari.
Tra le tante collaborazioni in ultimo vanta  quella del Dottor Francesco Avaldi "nutrizionista del Milan e Real Madrid " per la prefazione del libro " oltre il gusto'.
                                      La mia Filosofia di cucina 
La  Cucina in generale dovrebbe basare il tutto sul rispetto del prodotto di qualità ,sulla stagionalità ,sulla valorizzazione del territorio e la tecnica di preparazione e di cottura.
Quando si parla di cucina bisogna conoscere alcune differenze tra  merce ,prodotti , materie prime e materie sussidiarie e  vivande.
Ancora oggi qualcuno fa confusione o ignora.
A  tal proposito in Qualità di Docente di Enogastronomia e Consulting Chef, mi sento in dovere di trasmettere , informare o formare   alunni/collaboratori/clienti/ interlocutori sulle differenze sostanziali e di fornire loro alcune linee guida su come affrontare al meglio e da professionista il lavoro di operatore della ristorazione.
Quindi per definizione merci si intende i beni che l’impresa acquista per rivenderli così come sono, senza nessuna ulteriore lavorazione o trasformazione.
Per prodotti si intende i beni ottenuti dalle imprese attraverso un processo di lavorazione: in questo caso, l’impresa acquista materie prime e sussidiarie e le trasforma in modo da ottenere dei prodotti finiti.
Le materie prime e le materie sussidiarie si differenziano tra loro perché le prime rappresentano la materia fondamentale di cui si compone il prodotto finito, mentre le seconde sono dei beni secondari che entrano nel processo produttivo.
Per Vivanda  si intende una preparazione culinaria pronta per essere consumata . Sinonimo:  pietanza : vivanda cotte, crude.
Potrei continuare con le differenze tra ecocibo e tecnocibo come le chiama Paolo C. Conti giornalista del sole 24h nel  libro" la leggenda del buon cibo italiano" ma non voglio divulgarmi ,  lo faccio fare a chi a più competenze in materia.
L' unica cosa che cerco di  fare al meglio  è : fare cucina.
 "Fare cucina "  si base su due termini:  Progetto e Pianificazione. Il tutto in quel  laboratorio( per molti un incubo per altri una liberazione)  dove trasformare le idee in creazioni , facendo diventare l'operato  arte.
Un piatto va progettato  e pianificato in base :stagionalità, tipo di locale, di cliente , di menù o evento.  Per far ciò, bisogna seguire una linea guida;
-mettere su carta l'idea ; -analizzarla;  -scegliere i migliori prodotti del territorio e della stagione ; -fare i giusti abbinamenti ; -fare acquisti cognitivi ; -scegliere  la miglior tecnica da utilizzare. 
Il tutto mirato a soddisfare il palato  di ogni singolo cliente.
Tra  i tanti punti citati in precedenza ,  mi soffermo in particolar modo sulla scelta della tecnica da utilizzare.
Ormai ci troviamo  di fronte un cliente sempre di più esigente, sempre di più gourment e nonostante la  crisi sempre piú viaggiatore e pronto al confronto  è   da non sottovalutare un cliente sempre attento alla salute e al cibo "sano". In riferimento all'ultima parte, faccio particolarmente attenzione ad una cucina sana,leggera e attenta alle precise cotture ,mirate a valorizzare il prodotto.
Per affrontare il tutto al meglio ,abbiamo bisogno della tecnica e della tecnologia.
In cucina grazie a tecnica e tecnologia si riesce a  superare tali "problematiche" e oggi in un laboratorio di trasformazione materie prime "alimentari" bisogna affidarsi completamente alla tecnologia ,intesa come forno trivalente ,abbattitore e sottovuoto. Tale tecnologia ,in abbinamento con la conoscenza merciologica e tecnica dell'operatore ci  permette di avere un prodotto sempre fresco,versatile e un risparmio sia sotto l'aspetto temporale di realizzo e servizio che quello di tipo economico. L'obbiettivo di uno chef dovrebbe esser: soddisfare al massimo il Nostro commensale e farlo sentire bene. Far magiare bene il cliente è una regola non un'eccezione
                                                  "   Il cibo la tua salute "

Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.
Ippocrate.

Consulting Chef